LOGO ITALIADAGUSTARE mozzarellabufala125x60 parmigiano115x60 Bar Campari

Caserta. A Capodrise, nella dimora di Domenico Mondo

Capodrise - dimora di Domenico Mondo-compressed

di Teobaldo Fortunato

A volte capita di entrare in alcune case dalla porta principale, altre, da ambienti che danno su una strada, seguendo percorsi innaturali che in ogni caso, ci sorprendono. Un mattino caldo di giugno, mosso dalla curiosità, ho guidato fino a Capodrise, nel casertano. Ed ecco la sorpresa, la meraviglia: entrando da una porta a latere, di un palazzo antico, s’è aperto un mondo diverso, disvelato nell’enfilade di stanze di cui non ho subito intuito il percorso. Un viaggio a rebour, una scenografica location per film d’epoca, nelle tavole imbandite e nei fiori secchi, sparsi su consolle impero reinterpretate, in legni naturali come i crateri o le loro sezioni, adagiati accanto a porcellane autentiche: un’originalissima pastiche postclassica di strepitoso effetto. Gli intonaci delle pareti decapate, ora integri, ora sbrecciati, costruiscono un continuum, in cerca della luce naturale che si percepisce vicina, filtrata attraverso una porta acanto al focolare centrale. E poi, il giardino segreto, la corte conchiusa, ritmata dagli archi che sorreggono il complesso, in cui insiste il grande portone d’accesso. È il trionfo silenzioso di una natura rigogliosa, in apparenza spontanea: dature ed aralie papryferae in fiore, aranci stracolmi di frutta lasciata cadere seguendo il corso lento della natura. Dove siamo? E chi è il regista di questo capolavoro?

Capodrise - dimora di Domenico Mondo 2La visita guidata continua al piano superiore. Una porta che cigola; di nuovo il buio voluto, ovattato: non c’è tempo per accendere le candele, né lo vogliamo, ritroviamo l’enfilade del piano nobile. In queste stanze, i percorsi sono originari ed autentici: non v’è la finzione di un probabile set cinematografico, né atmosfere ricreate. Salotti pittoreschi s’alternano a studioli e camere da letto. Tutto è drammaticamente reale, sorprendente, dalle pareti affrescate al mobilio, agli oggetti. Siamo nella casa dove negli ultimi decenni del secolo XVIII, visse il pittore Domenico Mondo. Originario di Capodrise (1723 – 1806), si formò alla scuola del grande maestro, nucerinus, napoletano d’adozione, Francesco Solimena, da cui apprese la lezione del forte impatto neobarocco. Operò molto nel territorio d’origine per chiese e per palazzi nobiliari, ma furono gli interventi in alcune sale della Reggia di Caserta, intorno agli anni ’80 del 1700, a suggellare la sua fama, tanto da essere nominato insieme a Wilhelm Tischbein, direttore della Accademia Napoletana del Disegno, incarico che mantenne fino alla morte.

In alcuni ambienti, nella teoria delle sale, sono conservate pareti affrescate di grande ariosità, come nel salone dalle pareti “a galleria”, dove la continuità degli affreschi è stata in tempi passati interrotta da scellerati frazionamenti ereditari e che il nuovo padrone di casa, l’architetto Nicola Tartaglione ha risolto, ricreando un salotto pittoresco. L’architetto che cura da anni la magnifica dimora storica (visitabile su appuntamento), con il dottor Maurizio Stocchetti ha adottato una filosofia conservativa tendente non a cristallizzare in un tempo immobile gli ambienti, piuttosto a reinterpretarli e suggerire soluzioni aderenti all’epoca di edificazione. Contigua al salotto pittoresco, è la sala d’angolo dove ora ha trovato posto un ulteriore salottino barocco dal soffitto affrescato con allegorie delle virtù cardinali e teologali. In origine, probabilmente costituiva la camera da letto, come suggerisce la raffigurazione di una donna con l’aratro ed un’altra che stringe il nodo dell’amore coniugale. Tutta la decorazione della stanza ha un superbo effetto prospettico che tende ad ampliarne le dimensioni ed introdurci negli ambienti successivi. Colpisce una piccola scena, sotto una delle finestre: raffigura la scoperta e il disvelamento di una tomba a cassa. Tema tanto caro alla pittura di transizione tra il secol sciocco e breve e la nuova temperie neoclassica che allora s’affacciava anche nel Regno di Napoli.

Capodrise - dimora di Domenico Mondo 3

Capodrise - dimora di Domenico Mondo 4

In questo “quadretto”, la mano di Domenico Mondo non è felice come nell’ariosa sequenza di tutta la stanza: rappresenta forse il segno dei tempi mutati. La stagione del rococò volgeva al crepuscolo. A distanza di due secoli, ripensando alla Reggia in cui ogni singolo mobile, ogni angolo di giardino denota cura estrema ma senza alcun alito vitale, qui, nell’aura struggente e volutamente delabré delle stanze e del giardino - un tempo cavallerizza del palazzo - la vita continua sommessa. Ha un ritmo lento, pur nelle crepe dei muri o dietro gli scuri delle finestre negate alla luce. Altre stanze si susseguono: lo studiolo archeologico e la camera da letto, in una sequenza didattica ancorché di filologica rivisitazione. Gli arredi, le anfore etrusche, le stupende sete borboniche, i dettagli moderni, gli stucchi, i frammenti di metope ed i calchi, le citazioni o le ricostruzioni d’ambiente, hanno travalicato le logiche dell’abitare, per continuare ad esistere, secondo quella filosofia del restauro e della conservazione di cui l’architetto Tartaglione è un autorevolissimo sostenitore. Un gioco magnifico di atmosfere connota l’intera dimora e ne fa un masterpiece di incontaminate scenografie d’interni di tutta la Campania.

Per le visite, rivolgersi al dott. M. Stocchetti, presidente associazione GIA.D.A Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Italia da Gustare