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Over 60 e malattie respiratorie

indagine  IO RESPIRO senior italia

Il 14,9% degli over 60 privi di una diagnosi di malattia respiratoria presenta un’ostruzione respiratoria senza saperlo. È quanto emerge dall’indagine “IO RESPIRO”, condotta dal Centro Studi di Economia Sanitaria in collaborazione con Senior Italia FederAnziani e il Centro Studi SIP sottoponendo a spirometria 10.128 ultrasessantenni dei quali 6.166 privi di precedente diagnosi di malattia respiratoria. Si tratta della più numerosa analisi spirometrica condotta su un campione di anziani (oltre i 60 anni), comprensivo della realtà nazionale italiana.913 persone (14,9%) e 775 (12,7%) hanno mostrato un quadro ostruttivo, rispettivamente applicando il criterio del rapporto fisso FEV1/FVC e il Limite Inferiore di Normalità (LLN). Con il primo dei due criteri le forme moderate e gravi di ostruzione hanno rappresentato il 40,2%, mentre con il secondo il 47,4%. Dalle persone con ostruzione (criterio LLN) è stata riferita una ridotta attività fisica (14,5%) e una qualità di vita molto (16,2%) o del tutto limitata (26,3%).Le spirometrie sono state effettuate nell’ambito della grande campagna informativa “IO RESPIRO”, condotta nei Centri Sociali per Anziani di tutta Italia con 223 conferenze divulgative sulle problematiche respiratorie dell’anziano, alle quali hanno partecipato oltre 15mila senior, e nelle quali venivano anche proposti esami spirometrici gratuiti. Le spirometrie, condotte da gennaio a ottobre 2019 in tutta l’Italia, hanno consentito di individuare in un’ampia casistica di soggetti anziani la prevalenza di patologie respiratorie misconosciute attraverso l’esecuzione di una spirometria semplice e la somministrazione di questionari specificamente disegnati.I dati di “IO RESPIRO”, pubblicati nella rivista “Multidisciplinary Respiratory Medicine”[1], «confermano la possibilità di praticare informazione sanitaria e semplici esami funzionali diagnostici in accordo con la strategia definita dal Piano Nazionale della Prevenzione. Questi dati – si legge nell’articolo – che si riferiscono a una casistica molto ampia e diffusa su tutto il territorio nazionale confermano anche in Italia la preoccupante sottodiagnosi di BPCO e la necessità e l’opportunità di una sua diagnosi precoce volta a impedire che la patologia – non trattata adeguatamente – evolva verso forme moderate o gravi che impattano sulla qualità di vita e l’autonomia della persona.»Le 223 conferenze, incentrate sulla sintomatologia clinica della BPCO e sui fattori di rischio di questa patologia, sono state tenute da un gruppo selezionato di 170 specialisti pneumologi esperti presso i Centri Anziani distribuiti omogeneamente su tutto il territorio nazionale e aderenti a Senior Italia FederAnziani. Ai partecipanti è stato sottoposto un questionario contenente informazioni su stili di vita, anamnesi fisiologica e patologica, in relazione a sintomatologia e malattie respiratorie pregresse e/o in atto. L’obiettivo era valutare, oltre ai fattori di rischio (fumo, esposizione a contaminanti ambientali e occupazionali), all’attività fisica svolta e alla qualità della vita, i sintomi respiratori, le comorbilità, la possibilità di accesso alla medicina generale, a quella specialistica e al pronto soccorso, nonché a segnalare la presenza di una malattia respiratoria nota. Un campione complessivo di 10.128 soggetti ha spontaneamente aderito allo screening spirometrico e ha sottoscritto il consenso informato (campione valido della revisione: 7.501 soggetti). Il campione (6.116 persone prive di precedente diagnosi di malattia respiratoria) ha visto una prevalenza di popolazione del Sud-Italia (45,2%), seguita dal Centro (33,9%) e dal Nord-Italia (20,8%) e una maggiore presenza del sesso femminile (59,8%). Come previsto, le co-patologie più prevalenti sono state l’ipertensione arteriosa (in più della metà del campione), poi, in percentuali decrescenti, le cardiovasculopatie, il diabete e le neoplasie. Una percentuale del 14,9% e del 12,7% della popolazione inclusa nella ricerca è affetta da ostruzione delle vie aeree (valutata rispettivamente con il criterio del rapporto fisso e del limite inferiore di normalità) ma non è a conoscenza di questa condizione patologica. Abbiamo verificato che la prevalenza di ostruzione –come in tutti gli analoghi studi eseguiti finora – è praticamente doppia nel sesso maschile (19,7% rispetto al 11,7% e 18,3% rispetto a 8,9% utilizzando rapporto fisso e LLN rispettivamente). Ancora in analogia con altri studi abbiamo verificato che la prevalenza aumenta sensibilmente con l’età (dal 7,9% nel gruppo 64-69 anni al 27,1% nel gruppo sopra gli 85). L’indice di massa corporea [che vede sovrappeso quasi metà del campione (45,7%)] non sembra influenzare la presenza di ostruzione. La “restrizione” (come sopra definita) è più frequente ai due estremi della scala cioè sia nei sottopeso (21,6%) che nei sovrappeso (34,1%). Ancora abbiamo verificato che la presenza di ostruzione si associa a riduzione dell’attività fisica e della qualità di vita delle persone anziane. In conclusione, riteniamo che il dato più importante che emerge dalla nostra ricerca sia che una persona su sette – il 14,9% (12,7% se si valuta la ostruzione con il LLN) tra coloro che hanno aderito alla ricerca e che non riferiscono una precedente diagnosi di malattia respiratoria – presenta un quadro funzionale ostruttivo. All’interno di questa popolazione quasi un paziente su due presenta un’ostruzione moderata o grave (47,4% se si adotta il criterio più conservativo di ostruzione e 40,2% con il rapporto fisso FEV1/FVC < 70%). Se si tiene conto del fatto che il 20% di coloro che riferivano sintomi respiratori sono affetti da ostruzione, l’insieme dei dati, decisamente importante, conferma non solo la necessità e l’opportunità ma anche la possibilità di una diagnosi precoce della BPCO con la metodologia suggerita dal PNC. Considerato che oltre il 70% dei partecipanti riferisce di eseguire periodici controlli presso il proprio MMG, i punti di partenza dovrebbero essere l’aumentata sensibilità sia della persona alla sintomatologia sia dei MMG alla possibile esistenza di una BPCO nei propri assistiti. Le statistiche nazionali collocano la BPCO a una prevalenza del 2,83% sulla popolazione generale. Peraltro si ritiene, in coerenza con studi eseguiti in altri Paesi, che la percentuale sia più elevata, in particolare negli anziani sopra i 65 anni».

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